Operazione "Perseverance" arrestato un altro affiliato alla 'ndrangheta

3' di lettura 08/11/2021 - Nell’ambito dell’operazione “PERSEVERANCE”, coordinata dal Sig. Procuratore della Repubblica Dott. Giuseppe Amato e dal P.M. della Direzione Distrettuale Antimafia Dott.ssa Ronchi Beatrice, la Polizia di Stato ha dato esecuzione alla misura della custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Bologna Dott. Alberto Ziroldi a carico di P.S. 47enne, gravemente indiziato di appartenente alla consorteria ‘ndranghetistica operante in Emilia e di detenzione illegale di plurime armi da sparo.

L’Operazione “PERSEVERANCE”, lo scorso marzo 2021, aveva portato all’arresto per i reati di cui all’art. 416 bis c.p. e per tentata estorsione aggravata dal metodo e dall’agevolazione mafiosi, diversi esponenti del sodalizio di ‘Ndrangheta emiliano, quali SARCONE GRANDE Giuseppe, MUTO Salvatore cl. 1985 (fratello di MUTO Luigi cl. 1971 e di MUTO Antonio cl. 1978, già condannati anche in appello nel maxi processo AEMILIA), CORDUA Domenico, FRIYIO Giuseppe ed altri. Nell’occasione, era stata documentata un’articolata attività estorsiva per una ingente somma di denaro [quantificata nel dialoghi captati in oltre 2 milioni di euro] di provenienza illecita. Tale attività aveva consentito di rinvenire e sottoporre a sequestro un’arma comune da sparo con matricola abrasa illegalmente detenuta e portata, in concorso, da FRIYIO Giuseppe e da CORDUA Domenico. Gli approfondimenti svolti hanno consentito di accertare che l’arma era stata ceduta a CORDUA, qualche giorno prima, da P.S, affinché la detenesse per conto della consorteria.

P.S. è considerato dagli indagati, che genuinamente nel corso delle captazioni ne esaltavano la caratura criminale, e, unanimemente, dai collaboratori di giustizia, un “azionista” e cioè un appartenente alla consorteria ‘ndranghetistica in grado di compiere azioni criminali, anche violente. Nel corso delle indagini, P.S, è risultato intervenire in plurime occasioni, usando la propria autorevolezza di ‘ndranghetista, per dirimere controversie tra i sodali o per risolvere conflitti che riguardavano i sodali, nonché per favorire la famiglia MUTO di Gualteri (già colpita dalle Operazioni AEMILIA e GRIMILDE) e il sodale FRIYIO Giuseppe.

L’indagine “PERSEVERANCE” ha rivelato i nuovi assetti del sodalizio ‘ndranghetistico emiliano dopo gli arresti, le condanne e i sequestri intervenuti con le Operazioni AEMILIA e GRIMILDE, dimostrando come la consorteria mafiosa ha saputo riorganizzarsi attraverso l’azione di soggetti quali, in ultimo, P.S., che oggi, grazie all’impegno profuso dagli uomini della Squadra Mobile di Reggio Emilia, è stato tratto in arresto.

“La lotta alla pervasiva presenza ed operatività della criminalità organizzata perseguita dalla Polizia di Stato - afferma il Questore di Reggio Emilia dott. Giuseppe Ferrari - con il puntuale coordinamento della DDA della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, deve essere improntata, in provincia di Reggio Emilia, ad una costante e metodica opera di contrasto.

L’obiettivo strategico della Polizia di Stato nella provincia reggiana, già interessata da plurime operazioni contro la ‘ndrangheta, è quello di mantenere un’altissima soglia di attenzione ai fenomeni criminali di matrice mafiosa, soprattutto in un periodo di assestamento della consorteria a seguito dei significativi risultati conseguiti dalle Forze di Polizia e dalla Autorità Giudiziaria.

L’esperienza ed il bagaglio di conoscenze acquisite nel corso degli ultimi anni, segnati da pesanti condanne comminate a carico di associati, va implementato e valorizzato, perché è indubbio come la ‘ndrangheta sia ancor più pericolosa, quando si mimetizza, evitando azioni criminali eclatanti”.

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Questo è un articolo pubblicato il 08-11-2021 alle 14:51 sul giornale del 09 novembre 2021 - 114 letture

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